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ATTO QUINTO
A pag. 139. O voi elfi dei colli….
Il Warburton fa notare che questa invocazione si trova nell'invocazione ovidiana di Medea.
Egli l'aveva letta nella traduzione del Goldnig e il Malone osserva che in alcuni punti ha trascritto letteralmente l'espressione del traduttore inglese.
A pag. 145. Ancor gustate qualche leccornia, ecc.
Il testo ha:
Il vocabolo subtiltie, annota lo Steevens, è parola che si trova nell'antica arte culinaria e significa uno di quei piatti che raffiguravano cose diverse dalla loro sostanza, come castelli, alberi, dragoni, ecc., fatti di pasta e di zucchero.
A pag. 155.—Coraggio, bravo mostro, coraggio! La parola Coraggio è in italiano nell'originale.
A pag. 157.—Il gran Liquor che gli ha dorati, ecc. Il Warburton crede che lo Shakespeare avesse scritto Il grande Elisir, perchè è evidente dalle parole che seguono—che gli ha dorati tutti—che egli allude all'Aurum potabile di cui in quei tempi era gran parlare.