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ATTO TERZO
SCENA II.—A pag. 95. Sarebbe davvero un bel mostro se avesse gli occhi nella coda….
È un'allusione a una pubblicazione fatta ai tempi di Shakespeare a proposito di una balena trovata morta sulla spiaggia di Ramsgate. In questa pubblicazione era detto fra l'altro «si tratta dunque di un pesce mostruoso, ma non così mostruoso come è stato detto, perchè ha gli occhi nella testa e non sul di dietro». Vedi Summary, 1575.
A pag. 101
Il Malone osserva che questo episodio è una probabile rimembranza dell'incanto che Angelica fece sull'incantatore Malagigi, con l'aiuto di Argalia. L'Orlando furioso era stato pubblicato in Inghilterra nella traduzione del Harrington l'anno 1591.
A pag. 104.
Allusione a una commedia anonima pubblicata in quei giorni: at the signe of No-Body.
SCENA III.—A pag. 109,
La favola della Fenice è raccontata da Plinio, dove Guglielmo Shakespeare deve averla letta nella traduzione dell'Holland, pubblicata appunto verso quell'epoca.
A pag. 111.
Questi montanari sono i gozzuti della Val d'Aosta di cui si aveva avuto in Inghilterra notizia fino dal 1503 in un volume di Wincken de Wynck intitolato: Maundeville's Travels.
A pag. 111.
Era costume, all'epoca di Shakespeare, che ciascun viaggiatore il quale partisse per una lunga spedizione, assicurasse la propria vita, depositando una data somma di denaro che gli veniva restituita aumentata da forti interessi quando fosse di ritorno.